sabato 5 febbraio 2011

VOLONTARI DELL'ORATORIO

Sull'Ora Decima di gennaio don Antonio scriveva che il nostro bollettino offre alle famiglie una preziosa opportunità, come una rete che collega tutti nella grande famiglia della parrocchia, favorendo l'amicizia, la solidarietà, la concordia e la collaborazione. Queste non sono parole soltanto da leggere ma rileggere affinché il loro significato non scivoli via dalla nostra mente e dal nostro cuore così come succede per tante altre cose che ci offre questa società a volte distratta da questi concetti. Pensando all'amicizia, alla solidarietà alla concordia e alla collaborazione ci è venuto spontaneo un pensiero e cioè di ringraziare tutte quelle persone che volontariamente e gratuitamente si prendono cura sia dell'apertura che delle pulizie dei nostri spazi, in quanto esse incarnano e cioè mettono in pratica proprio il significato di tali parole. Ci sia permesso di ricordare i loro nomi: per i turni, Lino Ravera, Patrizia Cadei e Fabio Donzelli, Giovanni Bellini, Emilio Orsini, Davide Ferrari, Maria Grazia Tamagni, Anna Ravera, Lucia Cavagliano e nuovi volontari dal 2011 sono Beppe Iadarola, Elvira Donati, Carmen Barbati e Giuseppe Pirelli, Marco Zambelli e Fabio Moroni; per le pulizie, Mario Forcati e Giovanni Bellini, Patrizia Cadei e Fabio Donzelli, Anna Ravera e Maria Grazia Tamagni, Maria Vittoria Iadarola e Cristiana Giaccheri, Anna Pisoni e Raida. Nei prossimi mesi, con l'arrivo della bella stagione, speriamo di riuscire ad organizzare l'apertura dell'oratorio distribuita su più giornate.

Il Consiglio dell'Oratorio

LA NOSTRA DIOCESI

E' composta da otto vicariati, ovvero: Casalpusterlengo (19 parrocchie), Codogno (21 parrocchie), Lodi Città (11 parrocchie), Lodi Vecchio (15 parrocchie), Paullo (20 parrocchie), S. Angelo Lodigiano (17 parrocchie), S. Martino in Strada (9 parrocchie), Spino d'Adda (12 parrocchie).

Per vicariato (o vicaria, forania e decania) la Chiesa cattolica intende solitamente ognuno dei distretti in cui è suddivisa territorialmente una diocesi. Ognuno di questi distretti comprende un certo numero di parrocchie ed è usualmente sottoposto al governo pastorale di un vicario (vicario foraneo). I vicariati possono essere ulteriormente divisi in unità pastorali guidate da un parroco moderatore.

DON FRANCO

Venerdì 28 gennaio abbiamo ricordato il primo anniversario della scomparsa di don Franco; alle ore 20.30 è stata concelebrata la messa da Mons. Iginio Passerini, don Antonio e don Daniele, alla quale erano presenti tanti parrocchiani; dopo la messa il Vicario generale si è intrattenuto in oratorio fino a tarda sera conversando con i presenti sulla situazione della nostra parrocchia e ricordando la singolare figura di don Franco.

giovedì 20 gennaio 2011

PRIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI DON FRANCO SIMONETTA

Venerdì 28 gennaio ricorderemo il nostro caro don Franco con una Santa Messa alle ore 20.30 che sarà concelebrata dal Vicario Generale della Diocesi di Lodi Mons. Iginio Passerini unitamente ad altri sacerdoti. Invitiamo tutti i parrocchiani a partecipare a questa celebrazione quale gesto concreto di ricordo e riconoscenza a don Franco per tutto il bene che ha fatto anche nella nostra comunità.

IL TEMPO ORDINARIO NELLA VITA DELLA CHIESA

Oltre i tempi che hanno proprie caratteristiche, ci sono 33 o 34 settimane durante il corso dell'anno, che sono destinate non a celebrare un particolare aspetto del mistero di Cristo, ma nelle quali tale mistero viene soprattutto venerato nella sua globalità, specialmente nelle domeniche. Questo periodo si chiama Tempo Ordinario o per annum. Così le norme per l'anno liturgico definiscono il Tempo Ordinario: un tempo senza alcuna particolare caratteristica, se non quella di essere una celebrazione scandita dal mistero del Signore. Allora qui ordinario non significa qualunque, ma indica la celebrazione del mistero di Cristo che nel ritmo originario della domenica ordina, dà sistemazione misterica al tempo della Chiesa. E' importante notare il rapporto che esiste tra questo tempo della liturgia e quello della nostra vita di ogni giorno, che non è normalmente segnato da nulla di caratteristico, ma nel quale sono presenti le strutture di fondo, quelle più essenziali e più profonde della nostra vita, vissute senza particolari emozioni, ma con la tranquillità delle cose comuni, normali, ordinarie... ma che comunque ordinano la vita stessa. Il tempo ordinario, rendendo grazie per la creazione e per la redenzione insieme, impedisce all'anno liturgico di essere un semplice itinerario catechistico. Per la maggior parte dell'anno si abbandona la preoccupazione di ripresentare il mistero di Cristo in qualche aspetto particolare suo o di quello della storia della salvezza; ci sono circa 30 domeniche su 52 che non hanno particolari connotazioni, e che permettono al giorno del Signore, alla Parola, alla Chiesa radunata, al memoriale eucaristico settimanale della Pasqua, di essere l'esperienza fondante e l'emozione profonda della comunità cristiana. Ogni domenica l'Eucarestia recupera la sua forte valenza di essere momento sintesi dell'opera di Dio che va dalla creazione, alla redenzione operata in Cristo fino all'annuncio – profezia del suo compimento negli ultimi tempi. Il Tempo Ordinario ci ricorda che il giorno del Signore è signore dei giorni. Dal Concilio di Trento ad oggi le domeniche avevano perso la loro identità, riempite com'erano di molteplici commemorazioni di santi. Già Pio X all'inizio del XX secolo richiede dignità al giorno del Signore liberandolo dalle feste dei santi. La riforma del Vaticano II ha costituito un successivo passo in avanti. Nella Costituzione Sacrosanctum Concilium si legge: “La domenica è giorno di festa primordiale; divenga anche giorno di gioia e di astensione dal lavoro. Non vengano anteposte ad essa altre solennità che non siano di grandissima importanza, perché la domenica è il fondamento e il nucleo di tutto l'anno liturgico. La liturgia anche nel Tempo Ordinario deve celebrare soprattutto il primato di Dio, certo non al di sopra, ma dentro la vita dell'uomo.

ADOZIONE GILDA PEDRO

Si ricorda a tutti coloro che hanno partecipato all'adozione di Gilda Pedro, attraverso Padre Francesco Bellini in Mozambico, che in oratorio (Lino) si sta raccogliendo la seconda e ultima rata di euro 25.

RACCOLTA GENERI ALIMENTARI

A partire dalla prima domenica di febbraio, tutte le prime domeniche del mese verrà effettuata la raccolta di generi alimentari destinati alle famiglie più bisognose.

GIORNO DELL'EPIFANIA

Alle ore 15.00 in Chiesa si è svolta la benedizione dei bambini che quest'anno don Antonio ha voluto caratterizzare con il coinvolgimento diretto dei bambini facendoli protagonisti di alcuni gesti atti a comprendere che i bambini di tutti i continenti sono tutti in egual misura Figli di Dio. Infatti alla fine è stata realizzata una tavola con sedie, cibo e acqua esprimendo così il diritto di tutti i bambini ad avere il necessario per vivere. Il breve ma intenso momento di preghiera si è concluso con il bacio di Gesù Bambino, quale gesto concreto di affidamento a Gesù affinché possa lenire le difficoltà di ogni piccola creatura indifesa. Dalla Chiesa ci si è recati in Oratorio dove si è organizzato un momento di festa con due tombolate e il giro di una ruota della fortuna; il ricavato totale è stato pari ad euro 800.00 che verranno così destinati: euro 400.00 a Padre Francesco Bellini, missionario in Mozambico, ed euro 400.00 all'infanzia missionaria presso il preposto ufficio della nostra Diocesi. Un grande grazie alle tante persone presenti.

mercoledì 5 gennaio 2011

6 Gennaio 2011

Ore 11:15 Santa Messa

Ore 15:00 Benedizione dei Bambini
a seguire TOMBOLATA in Oratorio...

Vi attendiamo numerosi!!

venerdì 31 dicembre 2010

ANNO VECCHIO - ANNO NUOVO di Don Stefano Concardi

Non so a voi cosa passa per la testa quando finisce una anno e ne inizia un altro. Momento di bilanci e progetti! Ricordo che l’anno scorso, in questo stesso periodo, stavo vivendo non solo la fine del 2009, ma anche la fine di un cammino in quella che era stata per sei anni la mia parrocchia. L’11 febbraio sarei rientrato in Italia. Il 2010 iniziava con un misto di nostalgia e di rammarico per i molti addii e con uno sguardo curioso verso il futuro. Ora riguardando il 2010 posso solo ringraziare Dio per mille cose e, una su tutte, la “triplete”. Non mi riferisco a quella di Mourinho con l’Inter, pur essendo tifoso (soft) di questa squadra, ma alla mia personale: tre parrocchie in un anno Puerto Lòpez; Mignete e Castiraga Vidardo. Ringrazio il Signore della possibilità che mia ha dato di conoscere persone nuove e di riconoscerlo in esse. Ringrazio il Signore di avermi posto accanto cristiani “in gamba” capaci di far crescere il Regno dei Cieli. Per questo e per tante altre cose guardo e vi invito a guardare il 2011 con speranza.

Buon anno a tutti!

P.S.: spero, personalmente, di non ripetere la “triplete” anche nel 2011!

Meglio che tocchi all’Inter questa esperienza, sempre che sia il tris di titoli e non quello meno nobile di allenatori !!!

Da Don Stefano le foto di Matapalo..

Come promesso ha Don Stefano ci ha mandato le foto riguardanti il paesino di cui ci ha scritto..



Il Paese..



La Cappellina nel giorno della sagra..

I Battesimi...











lunedì 27 dicembre 2010

Gli Auguri del Vescovo

«Un contenuto cristiano

per gli auguri natalizi»

Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi

Non è facile parlare di auguri e di auguri di Natale. Tutti ne parlano e tutti giustamente si scambiano “i migliori auguri di Buon Natale”.

Qualcuno dice che quello degli auguri è rimasto uno dei pochi gesti di reciproca attenzione che la gente si scambia, insieme con il saluto quotidiano.

Anche noi credenti, soprattutto noi credenti, in questi giorni ci auguriamo vicendevolmente “buon Natale”.

Ma per evitare banali ripetitività, dobbiamo sforzarci di assegnare agli auguri natalizi una intenzione specifica e un contenuto cristiano, per essere almeno in grado poi di ripensare nella preghiera alle persone incontrate e agli auguri formulati.

E l’intenzione e il contenuto degli auguri di Natale li troviamo nella liturgia di questi giorni, che ci parla di Dio, di un Dio che si fa uomo, in una grotta, nella povertà di Betlemme. E ci parla di un uomo e di una donna, Maria e Giuseppe, che con il loro “sì”, hanno aperto le porte della Storia alla venuta del Signore. E ci parla, la liturgia, di profeti e di precursori che ci hanno consentito e ci consentono di vivere il tempo dell’attesa nella gioia e nella vigilanza.

E ci parlerà la liturgia, nelle prossime ore, di pastori che lasciano i loro attendamenti per vedere il Signore.

E quindi scambiarsi gli auguri di Natale deve significare, anche oggi, anche per noi, l’impegno di sollevare lo sguardo per lasciarsi pervadere dal Mistero di un dono e di una salvezza che chiede innanzitutto ascolto, riflessione e discernimento.

Insieme, è l’altro contenuto dei nostri auguri, con la voglia di misurare la vita e le scelte quotidiane con la Presenza del Signore che invita a fare della vita, a nostra volta, un dono per gli altri. La bontà, l’amicizia e il sentimento, che pervadono la vigilia di Natale, se confrontati con il Mistero della natività, possono veramente dare senso nuovo alla nostra esistenza che diventa, nel caso, capace di attenzione solidale verso gli altri, a cominciare da chi soffre per malattia, emarginazione, solitudine.

Il Vescovo volentieri rivolge a tutti i Lodigiani il suo augurio fraterno e cordiale, con l’auspicio che la tradizione, bella e grande, diventi convinzione quotidiana ed effettiva, a partire dagli auguri che ci scambiamo.